Packaging alimentare: 5 errori che ti costano vendite sullo scaffale

Packaging alimentare: 5 errori che ti costano vendite sullo scaffale

Alessandro Tofani16 maggio 20264 min di letturaPackaging

Sullo scaffale hai pochi secondi e venti concorrenti che urlano accanto a te. Il pack non è il vestito buono del prodotto: è il tuo commerciale muto, decide se ti prendono in mano o no. La maggior parte di quelli che vedo perde vendite per errori evitabilissimi. I cinque più comuni.

1. Illeggibile a distanza

Il nome del prodotto deve leggersi da un metro, dallo scaffale, non solo quando ce l'hai in mano. Font piccoli, contrasti deboli, scritta sopra la foto: e sei sparito. È la prima cosa che guardo, ed è la prima che sbagliano in tanti.

2. Non si capisce cos'è

Bello non basta. In due secondi devo capire che prodotto è, che gusto o variante, che beneficio. Se devo girarlo per capirlo, ho già preso quello accanto che me l'ha detto subito.

3. Non regge la gamma

Il pack singolo carino che però crolla quando aggiungi referenze: i colori finiscono, il layout non scala, e ti ritrovi un patchwork. Il sistema va pensato prima di avere dodici gusti, non rattoppato dopo.

4. Esecutivo improvvisato

Tracciati di taglio sbagliati, Pantone a caso, etichetta non a norma (Reg. UE 1169/2011: denominazione, ingredienti, allergeni, valori nutrizionali). In stampa lo paghi caro, sullo scaffale pure. Qui non si improvvisa, si lavora col tipografo.

5. La copia del leader

Sembrare la versione povera del brand grosso è il modo più veloce per perdere: il cliente, a quel punto, prende l'originale. Sullo scaffale devi distinguerti, non mimetizzarti sperando che ti scambino per loro.

In sintesi

Un buon pack non è decorazione: è una macchina che vende quando tu non ci sei. Vale la pena farlo bene. Hai un prodotto buono ma il pack non rende? Scrivimi, lo guardiamo insieme.

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