Logo: quando vale la pena rifarlo (e quando no)

Logo: quando vale la pena rifarlo (e quando no)

Alessandro Tofani25 marzo 20264 min di letturaBranding

Non tutti i logo vanno rifatti, e chi te lo dice di default probabilmente ti vuole vendere un logo. A volte il restyling serve davvero, a volte è solo una voglia passeggera che ti fa buttare riconoscibilità e soldi. Distinguiamo.

Quando rifarlo ha senso

  • È illeggibile in piccolo: sui social, come icona, su un'etichetta. Se non funziona a 16 pixel, oggi non funziona
  • Sembra fermo a vent'anni fa e stona con tutto il resto
  • Non hai le versioni che servono (orizzontale, verticale, monocromatica, favicon): hai solo un JPG con lo sfondo bianco
  • L'azienda è cambiata e il logo racconta ancora la vecchia storia

Quando lascialo stare

Se è solo perché "ti sei stancato". Tu il logo lo vedi mille volte al giorno, il cliente lo vede di sfuggita: la riconoscibilità vale più della tua noia. Buttare anni di memoria visiva per un capriccio è un autogol. Spesso non serve rifare, serve sistemare.

Cosa rende un logo buono davvero

Non è quanto è "creativo". È che funziona ovunque (grande, piccolo, a colori, in bianco e nero), che ti si riconosce in un istante, e che dura senza sembrare vecchio dopo due anni. Semplice batte elaborato, quasi sempre.

Restyling o rifacimento

Restyling: stessa anima, esecuzione migliore, le versioni che mancavano. Rifacimento: identità nuova, da zero. La scelta dipende da quanto il logo attuale vale ancora. Mandami il tuo e ti dico onestamente se va rifatto o solo sistemato, senza spingerti per forza sulla cosa più cara.

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